Sala di Studio

Nella sala di studio dell'Archivio di Stato di Padova vengono consultati i fondi archivistici da parte dell'utenza, per ragioni di studio o per ragioni amministrativo-private. Il servizio è regolato dalle disposizioni contenute nel D.P.R. del 30 settembre 1963, n. 1409, nel R. D. del 2 ottobre 1911, n. 1163, nel D.P.R. del 3 dicembre 1975, n. 805 e nei regolamenti interni in vigore presso ogni Archivio di Stato.
L'accesso è gratuito con il solo obbligo della compilazione della domanda di ammissione e della esibizione del documento di identità. Il materiale documentario è consultabile in ottemperanza alle disposizioni dell'art. 21 del D.P.R. 30/9/1963, n. 1409, del D.P.R. 30/12/1975, n. 854, e del Decreto Legge del 20 ottobre 1998, n. 368.
Gli utenti, per l'individuazione del materiale archivistico relativo alla loro ricerca, si avvalgono della consulenza del personale tecnico-scientifico e degli addetti ai servizi di vigilanza, nonché della consultazione della Guida generale degli Archivi di Stato italiani, alla voce "Padova" e degli strumenti di corredo dei fondi archivistici (inventari sommari ed analitici, repertori, indici, regesti, rubriche, schedari, banche dati ecc.) .
Il patrimonio documentario dell'Archivio di Stato di Padova, che risale all'anno Mille è stato oggetto di consultazione da parte di storici stranieri ed italiani. Tra questi ricordiamo gli storici Andrea Gloria, Vittorio Lazzarini, Erice Rigoni e Paolo Sambin, che hanno prodotto saggi sulla storia padovana dei secoli XI-XV. E' doveroso ricordare anche padre Antonio Sartori e Giulio Bresciani Alvarez, assidui frequentatori dell'Archivio che giornalmente per circa dieci anni hanno consultato il fondo Notarile, Letterio Briguglio ed Angelo Ventura a cui si devono studi di storia moderna padovana.
La documentazione consultabile oltre a quella statale unitaria e preunitaria risalente all'Alto Medioevo comprende anche gli archivi Notarili anteriori agli ultimi 100 anni, gli archivi degli enti ecclesiastici e delle corporazioni religiose soppresse. Si tratta di materiale di considerevole pregio a cui si unisce l'archivio storico del Comune sotto la dominazione veneta, mentre la documentazione dell'antico Comune e della dominazione Carrarese è andata perduta a causa dell'incendio del 1420 che distrusse quasi completamente la Cancelleria civica.
Merita un cenno particolare la consultazione della cartografia storica e dei disegni dei "Periti agrimensori", che negli ultimi anni ha avuto un notevole incremento in quanto l'innovazione tecnologica ha condizionato l'evoluzione del paesaggio agrario degli ultimi decenni con la distruzione di buona parte del patrimonio edilizio rurale e arboreo delle campagne e delle sistemazioni idraulico-agrarie portando ad una profonda "ristrutturazione" dell'assetto territoriale delle aree rurali e del paesaggio agrario, è sorta la necessità di consultare la cartografia storica per uno "sguardo a ritroso" al fine di una migliore comprensione delle attuali condizioni del territorio urbano e territoriale e delle trasformazioni del paesaggio agrario padovano.
Di notevole rilievo è l'attività di ricerca legata alle richieste di rilascio degli estratti dalle Liste di Leva di Padova e Rovigo da parte dei discendenti degli italiani emigrati in America Latina al fine del riconoscimento della cittadinanza italiana.