Padova e i Compagni da le Comedie

Salone del Palazzo della Ragione, Padova , Archivio di Stato

25 febbraio, 2015 - Incontro

compagni_da_le_comedie

VI Giornata Mondiale della Commedia dell'Arte
Mercoledì 25 febbraio 2015 ore 18,30
Salone del Palazzo della Ragione, Padova
Padova e i Compagni da le comedie
Origini delle compagnie teatrali
nel Cinquecento padovano

Mercoledì 25 febbraio prossimo, alle ore 18,30 l’Archivio di Stato di Padova, in occasione della Giornata Mondiale della Commedia dell’Arte, espone per la prima volta, nel Salone del Palazzo della Ragione, il più antico contratto di costituzione di una compagnia teatrale in Italia sinora conosciuto. Si tratta di un atto notarile datato 1545, che mercoledì 25 febbraio festeggerà 570 anni di vita, dato che fu stipulato proprio nel giorno di mercoledì 25 febbraio 1545, a Padova presso il notaio Vincenzo Fortuna che abitava e svolgeva la sua attività nella contrada di San Leonardo. Faranno da cornice al contratto alcuni altri atti cinquecenteschi della medesima compagnia teatrale. Tra questi quello del 7 novembre 1549 stipulato prima che la compagnia lasciasse Padova per raggiungere Roma chiamati a “far comedie”, come testualmente vien scritto dal notaio, e quello del 22 settembre del 1553 che costituisce il primo accordo tra due soli soci “ad faciendas comedias”, ove s’intravvede la trasformazione delle compagnie in società teatrali gestite da agenti/attori.
Queste preziose fonti documentarie, che saranno messe alla visione del pubblico, hanno il merito di testimoniare non solo il consolidarsi a Padova, prima di tutte le altre città italiane, della professione di attore, ma anche come, nel primo Cinquecento, si assista a un aumento della richiesta di pièces teatrali sviluppando così la conseguente esigenza, da parte dei singoli attori, di costituirsi in compagnie per rispondere, in autonomia e senza improvvisazione, alle esigenze della committenza ricca e colta. Il contratto del 1545 sarà ampiamente illustrato e criticamente spiegato da Francesca Fantini D’Onofrio, direttore dell’Archivio di Stato di Padova, che all’analisi puntuale, unirà la ricostruzione delle vicende professionali e umane del primo capocomico italiano documentato, ovvero ser Maphio detto Zanin da Padova.
 

 

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